Nel commercio organizzato la sostenibilità sta assumendo una dimensione sempre più ampia, che va oltre gli interventi ambientali per coinvolgere politiche di inclusione, gestione delle risorse umane e valorizzazione della diversità.
È il quadro delineato dalla ricerca “Trend di sostenibilità nel retail” presentata da Confimprese durante il V convegno Retail & Sostenibilità, realizzata in collaborazione con Global Strategy. L’indagine ha coinvolto aziende appartenenti a diversi comparti del retail: il 30% nel settore abbigliamento-accessori, il 30% nella ristorazione e il restante 40% in altri segmenti del commercio al dettaglio, tra cui casa-arredo, elettronica, telefonia, libri e servizi.
Secondo l’associazione, il settore sta progressivamente integrando le logiche ESG nelle strategie di sviluppo e nei modelli organizzativi.
Inclusione e diversità diventano leve strategiche
Dai dati emerge con chiarezza come la sostenibilità sociale stia assumendo un peso crescente nelle politiche aziendali del retail.
Il 73% delle aziende del campione dichiara di adottare politiche di assunzione orientate alla parità di genere, un orientamento che spesso si traduce anche nel percorso verso la certificazione UNI/PdR 125:2022, lo standard nazionale che attesta l’impegno delle organizzazioni sul fronte delle pari opportunità.
Il livello di attenzione varia tra i diversi settori. Nel comparto abbigliamento-accessori l’impegno raggiunge il 78%, mentre nel segmento altro retail arriva all’82%. Più graduale l’approccio nel settore della ristorazione, dove il dato si attesta al 60%.
Accanto alla parità di genere cresce anche l’attenzione verso politiche strutturate di diversità e inclusione, che riguardano aspetti come etnia, religione, disabilità, nazionalità ed età. In questo ambito il 57% delle aziende ha già avviato iniziative specifiche, in linea con le linee guida dello standard internazionale ISO 30415:2021.
«Negli ultimi anni il dibattito sulla sostenibilità – osserva Mario Resca, Presidente di Confimprese – si è concentrato soprattutto sugli aspetti ambientali ed energetici. Oggi, però, per il retail emerge un’altra dimensione della sostenibilità: quella sociale».
«Inclusione, parità di genere, valorizzazione delle diversità e tutela dei diritti umani non sono più temi accessori, ma elementi centrali per la competitività e la credibilità delle imprese».
I premi Confimprese per i marchi retail più impegnati nella sostenibilità
Durante il convegno sono stati assegnati anche i Confimprese Awards, riconoscimenti dedicati alle aziende associate che si sono distinte nelle politiche di sostenibilità sociale.
Nella categoria Impresa Multiculturale ha ottenuto il primo posto l’insegna Action, seguita da OVS ed Eataly.
Particolarmente significativa per il mondo del franchising è invece la classifica della categoria Impresa Donna.
Al primo posto si è classificato il brand Camomilla Italia, seguito da Yamamay e da DentalPro.
È importante sottolineare che Camomilla Italia, Yamamay che OVS sono marchi sviluppati anche attraverso il modello del franchising, con una presenza significativa di negozi gestiti da affiliati sul territorio. Questo rende il riconoscimento particolarmente rilevante per il settore: dimostra infatti come le politiche di inclusione, leadership femminile e valorizzazione delle persone possano essere integrate anche nei modelli di rete tipici del franchising, coinvolgendo non solo le sedi centrali ma l’intero ecosistema dei punti vendita.
Sostenibilità nel retail, efficienza energetica e gestione dei consumi
Se la dimensione sociale guadagna spazio, le politiche ambientali restano comunque una componente fondamentale delle strategie ESG del retail.
Lo studio evidenzia che il 72% delle aziende del campione sta investendo in interventi di efficientamento energetico nei punti vendita, intervenendo su illuminazione, climatizzazione e gestione operativa degli store.
Tra le misure più diffuse figura la policy delle porte chiuse nei negozi, adottata per limitare la dispersione energetica e migliorare l’efficienza degli impianti di climatizzazione.
La pratica risulta particolarmente diffusa nella ristorazione, dove l’80% delle aziende applica la chiusura delle porte, spesso accompagnata dalla riduzione della temperatura di riscaldamento adottata dal 75% delle imprese.
Negli altri comparti del retail la diffusione è più limitata: il 56% delle aziende dell’abbigliamento-accessori adotta questa soluzione, mentre nel segmento altro retail la percentuale scende al 45%.
Il ruolo del retail nella coesione sociale
Secondo Confimprese, il commercio organizzato può svolgere un ruolo importante anche sul piano sociale, grazie al contatto diretto con milioni di clienti e lavoratori.
«Le aziende del retail – conclude Resca – hanno una responsabilità particolare nel promuovere una cultura del rispetto, delle pari opportunità e dell’inclusione».
«Il nostro settore rappresenta uno dei principali motori di occupazione femminile e uno spazio di integrazione per lavoratrici e lavoratori provenienti da culture diverse. È nei negozi, nei centri commerciali e nelle imprese del commercio che si costruisce una parte importante della coesione sociale del Paese».